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| Submitted: | 05/02/2026, 17:38 |
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| Submitted: | 06/09/2026, 13:16 |
Title
Motion text
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essere commerciati tra paesi con il minor numero possibile di dazi e barriere commerciali. La spiegazione economico-liberale dell'apparente necessitàdella presunta "necessità" del libero scambio sarebbe che tutti i paesi ne trarrebbero vantaggio concentrandosi
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ostacoli verso paesi dove i salari e gli altri costi di produzione sono bassi. Così il cosiddetto Nord globale è stato deindustrializzato negli ultimi decenni: le multinazionali hanno trasferito i loro stabilimenti produttivi nel cosiddetto
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in cui la sua supremazia economica era già consolidata. Contrariamente a quanto spesso affermato, le potenze coloniali del cosiddetto Nord globale non devono la loro ascesa economica principalmente al libero scambio, bensì a misure
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competitiva.
In pratica, libero scambio e protezionismo sono però difficilmente separabilidistinguibili in modo netto. Piuttosto, le due strategie si sono alternate ripetutamente nel corso della storia l'accento si è posto alternativamente sull'uno e sull'altro. Tra lo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914 e il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, le misure protezionistiche tornarono a dominare in molti paesi europei tornarono a dominare misure protezionistiche.[Newline]
Le guerre, le crisi economiche e l'instabilità politica indebolirono numerose economie nazionali e spinsero gli Stati a schermare maggiormente i propri mercati, con la Gran Bretagna come una delle poche eccezioni.Il rapportoL'alternarsi storico alternato tra libero scambio e protezionismo haseguiva raramente seguito pure convinzioni puramente ideologiche. Il fattore determinante eraEra per lo più determinante la domanda suquestione di quale strategia consentissepermettesse agli Stati di garantire la maggiore prosperità e il maggiore potere economico nelle rispettive condizioni economiche.
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vuole innanzitutto proteggere i propri interessi. Soprattutto quando si tratta di accordi di libero scambio con paesi del cosiddetto Sud globale, a trarne vantaggio sono per lo più i ricchi paesi industrializzati. Grazie agli accordi esistenti, le
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profitti senza alcun rispetto per i/le* lavoratori/trici*, per poi smerciare i propri beni nei paesi del cosiddetto Nord globale. Le multinazionali hanno persino il diritto di citare in giudizio gli Stati per barriere commerciali. Questi attacchi aumentano in modo massiccio. I tribunali arbitrali, come ad esempio l'ICSID (tribunale della Banca mondiale), che giudicano queste cause sono profondamente antidemocratici e uninfatti concepiti in modo tale che solo gli Stati siano tenuti a rispondere ai reclami di imprese o di terzi, senza possibilità per gli Stati o per i terzi di citare in giudizio le imprese davanti a questi tribunali, simbolo della dittatura delle multinazionali,imprese che si scaglia contro glioppongono agli Stati e i/le* lavoratori/trici*alle persone lavoratrici. I processi sono poco trasparenti, i/le* giudici scelt* a caso e lo Stato costretto a sostenereIn particolare, le spese processuali. Per questo le multinazionali vincono quasigiudiziarie da sostenere a ogni causafase della procedura rappresentano un importo considerevole, il che induce gli Stati a rinunciare alle vie di ricorso previste da questi tribunali arbitrali, permettendo così alle imprese di vincere una larga maggioranza dei procedimenti e i/le* loro avversari* vengonodi ridurre gli Stati al contempo mess* a tacere, perché non possono permettersi ulteriori spese processualisilenzio.
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Fermare lo sfruttamento eccessivo del cosiddetto Sud globale!
Lo sfruttamento del cosiddetto Sud globale prosegue senza pietà attraverso strutture neocoloniali. Certo, in molti settori dove la tecnologia necessaria è ormai
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lavoratori/trici* con salari bassissimi e condizioni di lavoro inaccettabili. Le miniere e le piantagioni appartengono a multinazionali del cosiddetto Nord e/o sono commercializzate da imprese del cosiddetto Nord globale, dove confluisce anche l'intero profitto. LaProprio la Svizzera svolge un ruolo centrale nel commercio delle materie prime: si stima che la quota di mercato mondiale delle imprese svizzere sia del
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Novartis e Roche ne traggono enormi vantaggi. Possono così fissare prezzi altissimi, rendendo i loro prodotti inaccessibili nel cosiddetto Sud globale.
Anche in agricoltura le conseguenze di questa politica sono devastanti: la
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Il trumpismo è neoliberalismo
Trumpismo, il volto evidente dell'imperialismo statunitense
Con la guerra dei dazi avviata da Donald Trump, alcun* osservatori/trici* hanno proclamato la fine del neoliberalismo e del libero scambio globale. Certo, il governo Trump persegue una politica commerciale fortemente protezionistica, ma questo ha poco a che fare con un reale abbandono del modello economico neoliberale. Questa strategia serve piuttosto al tentativo di garantire la supremazia globale degli Stati Uniti.
Trump e i/le* principali esponenti del movimento MAGA alimentano deliberatamente la narrativa secondo cui gli Stati Uniti sarebbero stati “sfruttati” economicamente da altri paesi, adducendo principalmente i disavanzi commerciali come prova. Si tace però sul fatto che molte multinazionali statunitensi hanno esse stesse delocalizzato la produzione nei paesi del Sud globale per trarre vantaggio da salari più bassi e regolamentazioni meno severe. Allo stesso tempo, alcuni Stati asiatici, in particolare la Cina, hanno sfruttato l'integrazione nel commercio mondiale per sviluppare la propria base industriale e recuperare economicamente.
L'agenda di politica commerciale di Trump mira quindi soprattutto a riportare le capacità produttive negli Stati Uniti e ad acuire la rivalità geopolitica con la Cina. La sua politica coniuga gli interessi neoliberali delle imprese con misure nazionaliste e protezionistiche. Questo non significa però un cambiamento radicale dell'ordine economico globale. Piuttosto, si profila un inasprimento dei conflitti commerciali internazionali, mentre i problemi strutturali della disuguaglianza globale rimangono intatti.
Trump resta fedele al neoliberalismo, semplicemente con uno spostamento dell'accento dalla sfera globale a quella interna. Riduzioni fiscali per i/le* ricch* e le loro imprese, riduzione del debito pubblico e politica di austerità per la popolazione in generale, naturalmente con spese militari in aumento, sono il programma. Trump vuole ridurre e smantellare radicalmente lo Stato. Nel contempo vengono abolite le norme ambientali e sanitarie e il settore finanziario viene ulteriormente deregolamentato. Con la sua strategia “Make America Great Again” Trump colpisce tutti gli altri paesi, compresi quelli europei, che di fatto appartengono ai più stretti alleati degli Stati Uniti imperiali. I paesi dell'UE si trovano dal 2008, dopo la crisi finanziaria globale causata da loro stessi, su una traiettoria discendente. Per salvare le proprie banche hanno dovuto accumulare enormi debiti. Per ripagarli, la popolazione viene tormentata con programmi di austerità, mentre le spese militari aumentano sempre di più. La crescita economica in Europa è in stagnazione, e il malcontento che ne deriva offre terreno fertile all'estrema destra.
La risposta della sinistra alle crisi sempre più complesse e ai giochi di potere geopolitici sulle spalle della popolazione in generale è nel frattempo insufficientemente complessa. La sinistra socialdemocratica si rifiuta di perseguire una vera alternativa al capitalismo. Per poter arrestare gli sviluppi pericolosi, la sinistra deve smettere di concentrarsi sul lento miglioramento del capitalismo. Un sistema che non potrà mai nemmeno avvicinarsi a servire gli interessi della popolazione globale non va più sostenuto.
La guerra dei dazi avviata da Donald Trump può sembrare a prima vista contraria agli interessi dell'imperialismo statunitense in quanto artefice dell'ordine mondiale neoliberale. Eppure, il libero scambio globale e le condizioni per parteciparvi sono sempre stati costruiti in modo da servire in primo luogo l'Occidente. Il focus era far retrocedere l'industrializzazione dei paesi africani e tuttora impedirla attivamente. L'inizio anticipato dell'industrializzazione prima della fase più attiva del neoliberalismo globale ha però permesso a molti paesi asiatici di costruire un'industria che è riuscita a reggere nonostante la liberalizzazione. Soprattutto la Cina, con il suo modello di capitalismo di Stato, ha costruito un'industria massiccia. Con relazioni commerciali al di fuori del dollaro statunitense e una banca di sviluppo propria, la Cina rappresenta ora persino un pericolo per l'egemonia degli Stati Uniti. Un mondo in cui l'egemonia statunitense non trae più prevalentemente profitto dal libero scambio è un mondo in cui gli Stati Uniti si allontanano proprio da queste istituzioni. Non si tratta di una strategia nuova alla Casa Bianca, ma si è manifestata anche sotto la presidenza di Joe Biden, che ha aumentato i dazi sulla Cina decisi durante il primo mandato di Donald Trump e, con il «CHIPS and Science Act», ha deciso massicci sussidi per la produzione statale di microprocessori.[8] Il piano sotto Trump rimane lo stesso: riportare le capacità produttive negli Stati Uniti e inasprire la concorrenza geopolitica con la Cina. Questo intenso focus sulla Cina si manifesta anche nell'allontanamento dai paesi europei, che fanno parte degli alleati più forti degli USA imperiali. La lotta degli Stati Uniti per la conservazione della propria egemonia sull'economia mondiale significa infatti anche che possono dedicare meno risorse alla difesa dell'interesse imperiale dell'Europa, come si vede nell'esempio dell'Ucraina. Gli Stati Uniti si concentrano invece sempre più sull'indebolimento o sul rovesciamento mirato di governi che disturbano direttamente l'egemonia statunitense. Questi governi vi riescono ad esempio vendendo gran parte del loro petrolio al di fuori del sistema del dollaro statunitense, come nel caso del Venezuela o dell'Iran. Ciò spiega anche l'estrema pressione degli Stati Uniti, tramite la NATO, per insistere su un riarmo dell'Europa, al quale gli Stati europei aderiscono volentieri. Perché il vecchio ordine mondiale, in cui gli Stati Uniti erano l'unica potenza egemonica e conducevano interventi militari nel senso dell'imperialismo occidentale, comincia a sgretolarsi. Per finanziare però questo massiccio riarmo in Europa, i compromessi di classe degli ultimi 100 anni vengono passo dopo passo smantellati con programmi di austerità. Sono proprio questi passi indietro e il malcontento che ne deriva a fornire il terreno fertile perfetto per l'estrema destra. Soprattutto perché la sinistra socialdemocratica si rifiuta di lottare per un'alternativa coerente al riarmo e alla militarizzazione della propria popolazione. Invece di mostrare quale sofferenza è derivata dal vecchio ordine mondiale e di sfruttare questo momento per una rottura con il sistema, si insiste sul diritto internazionale e sulla propria militarizzazione, aggrappandosi proprio a quest'ordine. Un sistema che però non potrà mai servire, nemmeno lontanamente, gli interessi della popolazione globale non va più sostenuto, bensì rovesciato.
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Naturalmente lo scambio internazionale di una parte dei beni non significa che l'agricoltura e altrialcuni settori non possano essere completamente locali. Inoltre, determinati settori devono essere protetti dal commercio internazionale e dagli
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Nessun accordo commerciale che violi i diritti umani:La Svizzera deve interrompere tutti i negoziati contrattuali con Stati che non rispettano i diritti umani. In tal senso, negli Stati che potrebbero violare i diritti umani devono essere condotti preventivamente studi obiettivi. Allo stesso modo, le imprese con sede in Svizzera che violano i diritti umani in altri paesi del mondo devono essere ritenute responsabili e sanzionate, come richiedeva l'Iniziativa per multinazionali responsabili, ma anche nella sua nuova versioneChiamare a rispondere le aziende che violano i diritti umani: le aziende con sede in Svizzera che violano i diritti umani in altri paesi del mondo devono essere chiamate a rispondere e sanzionate, come previsto dall'Iniziativa per multinazionali responsabili, ma anche secondo la sua nuova versione, su cui verrà presto deciso in una votazione popolare.
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- all'estero in condizioni di lavoro peggiori di quelle prescritte in Svizzera. Devono essere considerati anche i costi ecologici.
Se tali misure portano a prezzi più elevati, devono essere accompagnate da un miglioramento del tenore di vita.Qualora tali misure portino a prezzi più alti, deve essere garantito che il tenore di vita della popolazione non diminuisca.
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- defluisce all'estero di norma non viene investito a beneficio della popolazione del cosiddetto Sud globale e non ne migliora le condizioni di vita, anzi.
Se un'impresa dovesse comunque riuscire a delocalizzare la produzione,
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Una riforma globaleL'abolizione del sistema dei brevetti: Un sistema economico egualitario non è compatibile con un sistema di brevetti che consente alle grandi imprese dominate dal capitale occidentale di realizzare profitti a spese della popolazione del cosiddetto Sud globale.
I brevetti possono far sì che prodotti importanti, come ad esempio
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- persone. Al contempo creano dipendenze economiche.
Le imprese del cosiddetto Sud globale, e idealmente anche gli stessi Stati, devono quindi essere in grado di produrre i beni necessari a soddisfare i bisogni
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- Svizzera ufficiale deve anche opporsi alle pratiche del FMI e della Banca mondiale. Queste istituzioni impongono spesso ai paesi del cosiddetto Sud globale il libero scambio e le privatizzazioni in cambio di crediti.
Oltre il protezionismo e il libero scambio: per una socializzazione dell'economia![Space]
From line 372 to 374:
internazionalizzazione del mercato. L'obiettivo è un sistema economico democratico in cui le industrie centralii mezzi di produzione siano socializzatei e si trovino in possesso collettivo.
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- periferia da parte dei centri economici. Finché esisterà una divisione internazionale del lavoro ineguale e i/le* capitalist* del cosiddetto Nord globale controlleranno la maggior parte del capitale, la situazione rimarrà
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- sociali più severi. Per questo sono necessari cambiamenti profondi: la cancellazione del debito per i paesi del cosiddetto Sud globale,
riparazioni"riparazioni" [8] finanziarie per lo sfruttamento coloniale e crimini come la schiavitù, nonché l'espropriazione dei beni delle imprese del cosiddetto Nord globale presenti nel cosiddetto Sud globale.
From line 410 to 411:
- occidentale può essere superata e sostituita da un sistema egualitario che vada a vantaggio
di tutte le personedella classe lavoratrice.
From line 419 to 420:
From line 428 to 430:
[7]:[Space]https://www.publiceye.ch/de/themen/rohstoffe/schweiz/rohstoff-drehscheibe
[8]: https://www.congress.gov/bill/117th-congress/house-bill/4346
[8]: Una riparazione completa per il colonialismo non esiste. Una riparazione finanziaria, ad esempio sotto forma di pagamenti di riparazione, è un passo importante che può contribuire a contenere ulteriormente le strutture neocoloniali esistenti.